Depuratori
Depuratori d'acqua per casa: guida completa
Carboni attivi, microfiltrazione, osmosi inversa, UV: cosa fa davvero ogni depuratore d'acqua domestico, cosa prevede il DM 25/2012 e come scegliere.
Di Redazione Acqua Spiegata · Fonti verificate e testo aggiornato il · 7 fonti citate · Politica editoriale e correzioni
Un depuratore d’acqua domestico è un apparecchio che modifica alcune caratteristiche dell’acqua del rubinetto: sapore, odore, contenuto di sali, temperatura o presenza di bollicine. In Italia l’acqua di rete è controllata e quasi sempre conforme, quindi nella maggior parte delle case il depuratore serve per comodità e gusto, non per sicurezza. Prima di sceglierne uno conviene capire cosa fa ciascuna tecnologia e cosa chiede la legge.
In breve
- Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2020-2022 l’acqua potabile è risultata conforme in media nel 99,1% dei controlli sui parametri sanitari.
- Le tecnologie principali sono carboni attivi, microfiltrazione e ultrafiltrazione, osmosi inversa e lampade UV. L’addolcitore è un trattamento diverso, contro il calcare.
- Il DM 25/2012 obbliga il produttore a dichiarare le prestazioni, a fornire manuali in italiano e una dichiarazione di conformità. Vieta inoltre di vendere un apparecchio con la sola etichetta generica di “depuratore”.
- Scegli partendo dalle analisi dell’acqua di casa, non dalla dimostrazione del venditore.
Cos’è un depuratore (e perché la legge non usa questa parola)
“Depuratore” è il nome comune, ma la norma di riferimento, il DM 7 febbraio 2012, n. 25 del Ministero della Salute, parla di “apparecchiature per il trattamento dell’acqua destinata al consumo umano”. L’articolo 8 del decreto stabilisce che nessun apparecchio può essere pubblicizzato o venduto sotto la voce generica di “depuratore d’acqua”. Va indicata l’azione specifica che svolge: filtrazione, addolcimento, disinfezione UV, gasatura e così via.
Il decreto vale sia in casa sia nei locali pubblici. Non si applica quando l’acqua trattata va solo a impianti tecnici o elettrodomestici su una rete separata da quella potabile.
L’acqua di rete in Italia è già controllata
Il primo rapporto del Centro nazionale per la sicurezza delle acque (CeNSiA) dell’ISS, pubblicato nel 2024, ha analizzato oltre 2,5 milioni di analisi in 18 Regioni e Province autonome, per gli anni 2020-2022. La conformità media nazionale è stata del 99,1% per i parametri sanitari (microbiologici e chimici) e del 98,4% per i parametri indicatori, cioè quelli legati a gusto, odore e aspetto. Tutte le Regioni hanno superato in media il 95%.
Nonostante questo, secondo l’Istat nel 2025 circa tre famiglie su dieci non si fidano a bere l’acqua del rubinetto. Le quote più alte sono in Sicilia (57,6%) e Sardegna (52,1%).
Le linee guida 2013 del Ministero della Salute sui dispositivi di trattamento sono chiare. Salvo episodi limitati nel tempo e nello spazio, l’acqua distribuita è idonea al consumo umano. Per questo, “sotto il profilo sanitario”, non c’è necessità di trattarla dopo il punto di consegna, cioè il contatore. I trattamenti domestici servono soprattutto a modificare le caratteristiche organolettiche: sapore, odore, temperatura, effervescenza.
Dal 21 marzo 2023 la qualità dell’acqua potabile è regolata dal D.Lgs. 18/2023, che ha sostituito il D.Lgs. 31/2001 citato nel DM 25/2012. Per sapere com’è l’acqua di casa tua, parti dai dati del gestore e, se serve, da un’analisi dell’acqua.
I tipi di depuratore domestico
Le linee guida ministeriali descrivono le tecnologie conosciute in Italia. Gli apparecchi in commercio spesso ne combinano più d’una, a volte con nomi commerciali di fantasia.
| Tecnologia | Cosa fa | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| Filtro meccanico (sedimenti) | Trattiene particelle indisciolte, circa da 1 a 150 µm | Si intasa: va lavato o sostituito |
| Carbone attivo | Riduce cloro, composti di sapore e odore, alcuni sottoprodotti della disinfezione | Possibile proliferazione batterica: spesso abbinato a UV o argento |
| Microfiltrazione | Membrana che trattiene particelle tra 0,05 e 10 µm | Non toglie i sali disciolti |
| Ultrafiltrazione | Membrana che trattiene particelle tra 0,001 e 0,05 µm | Non toglie i sali disciolti |
| Osmosi inversa | Membrana che trattiene particelle sotto 0,001 µm, compresa gran parte dei sali | Scarico di acqua, rischio di eccessiva demineralizzazione |
| Lampada UV | Disinfezione con radiazione tra 240 e 280 nm | Nessun effetto residuo; serve acqua limpida e lampada efficiente |
| Addolcitore (resine) | Scambia calcio e magnesio con sodio, riduce il calcare | È un trattamento anticalcare, non un filtro per l’acqua da bere |
| Gasatura | Aggiunge anidride carbonica (in genere 0,2-1,0%) | Gas di purezza alimentare |
Intervalli di filtrazione e dati tecnici: Linee guida del Ministero della Salute, 2013.
Depuratore a carbone attivo
Il carbone attivo, ottenuto da lignite, torba, noce di cocco o altri materiali, ha una superficie enorme (500-1.500 m² per grammo) e trattiene sostanze per adsorbimento. È efficace sui composti responsabili di odori e sapori, spesso legati al cloro, e su alcuni sottoprodotti della disinfezione come i trialometani, se presenti in tracce. Il limite è microbiologico: il filtro può essere colonizzato dai batteri. Per questo, secondo le linee guida, l’acqua trattata viene in genere disinfettata, per esempio con una lampada UV. Altroconsumo descrive lo stesso schema nei sottolavello: un filtro a maglie, poi il carbone attivo, spesso seguito da UV.
Microfiltrazione e ultrafiltrazione
Sono filtrazioni su membrana. La differenza è la finezza dei pori. Trattengono particelle, colloidi e, nel caso dell’ultrafiltrazione, particelle molto piccole, ma lasciano passare i sali disciolti: il contenuto minerale dell’acqua resta quasi invariato. Se sei indeciso tra le due famiglie, leggi il confronto microfiltrazione o osmosi inversa.
Osmosi inversa
È la filtrazione più spinta: separa l’acqua in una parte trattata e in un concentrato che va allo scarico. Secondo Altroconsumo trattiene quasi tutte le sostanze indesiderate, compresi metalli come arsenico, cromo e ferro. In compenso, per ogni litro di acqua prodotta si perdono tra 1 e 2 litri. Il Ministero richiama l’attenzione sul rischio di eccessiva demineralizzazione: calcio e magnesio dell’acqua contribuiscono all’apporto di minerali, e l’OMS raccomanda di informare chi usa questi dispositivi. Per il funzionamento nel dettaglio vedi la guida all’osmosi inversa.
Lampade UV
Le lampade UV disinfettano l’acqua senza cambiarne sapore e odore. Agiscono però solo nella zona irraggiata e non lasciano un disinfettante residuo. Per funzionare bene servono acqua poco torbida e senza solidi sospesi, e una lampada che mantenga la sua potenza nel tempo. Nei depuratori domestici la UV è di solito un passaggio finale dopo la filtrazione, non un sistema autonomo.
Addolcitori: un trattamento diverso
L’addolcitore usa resine a scambio ionico per ridurre la durezza, cioè calcio e magnesio, e proteggere tubi, caldaie ed elettrodomestici dal calcare. Le resine si rigenerano con il sale. Le linee guida ricordano che per la durezza il valore consigliato è tra 15 e 50 °F, e che il limite inferiore vale proprio per le acque addolcite. Ne parliamo nella guida agli addolcitori e in quella sulla durezza dell’acqua.
Punto d’uso o per tutta la casa?
Le linee guida distinguono due installazioni:
- Point of use (punto d’uso): l’apparecchio tratta l’acqua per un singolo rubinetto o pochi rubinetti. È il caso del depuratore sottolavello in cucina, con rubinetto dedicato.
- Point of entry (punto di ingresso): l’apparecchio tratta tutta o parte dell’acqua all’ingresso dell’edificio. È lo schema usato in condomini, uffici e alberghi e, in casa, soprattutto per filtri per sedimenti e addolcitori.
Un “depuratore per tutta la casa” ha senso quando il problema riguarda tutta l’acqua: sabbia e sedimenti, calcare, oppure acqua di pozzo da trattare (vedi depuratore per acqua di pozzo). Per bere e cucinare basta di solito un apparecchio al punto d’uso, che tratta pochi litri al giorno e costa meno in ricambi.
Ci sono poi i trattamenti discontinui, non collegati all’impianto: caraffe filtranti e cartucce per bottiglie. Anche questi rientrano nel DM 25/2012.
Acqua naturale, fredda e frizzante
Molte “macchine” per l’acqua combinano filtrazione, refrigerazione e gasatura e erogano acqua liscia, fredda e frizzante da un unico rubinetto. Nella gasatura l’anidride carbonica si scioglie in concentrazioni tipiche tra 0,2 e 1,0% e forma acido carbonico, che rende l’acqua leggermente acida. La CO₂ deve rispettare i requisiti di purezza previsti per il settore alimentare. Se ti interessa soprattutto l’acqua frizzante, Altroconsumo suggerisce di valutare se basta un gasatore da banco, che non richiede installazione. I costi delle diverse soluzioni sono nella guida quanto costa un depuratore.
Depuratori professionali per bar e ristoranti
Il DM 25/2012 vale anche fuori dall’ambito domestico. In bar, ristoranti e aziende alimentari l’apparecchio è gestito dall‘“operatore del settore alimentare”. Questi deve inserirlo nel proprio piano di autocontrollo basato sui principi HACCP (Reg. CE 852/2004). Quando l’acqua trattata viene servita fuori dall’ambito domestico, il decreto chiede di indicare il responsabile della qualità dell’acqua trattata (art. 6). Le “case dell’acqua” pubbliche seguono la stessa logica: chi le gestisce è un operatore alimentare.
Cosa prevede il DM 25/2012
Il decreto non introduce un’autorizzazione preventiva, ma mette precisi obblighi in capo a produttori e distributori:
- Prestazioni e sicurezza (art. 3): se usato e mantenuto come da manuale, l’apparecchio deve garantire le prestazioni dichiarate e un’acqua conforme alla normativa sull’acqua potabile.
- Dichiarazione di conformità (art. 3): il produttore la inserisce nei manuali, con il richiamo al DM 174/2004 sui materiali a contatto con l’acqua.
- Confezione (art. 3): deve indicare finalità del trattamento, parametri modificati, periodo di utilizzo e prestazioni garantite.
- Requisiti tecnici (art. 5): materiali conformi al DM 174/2004, punti di prelievo prima e dopo il trattamento dove pertinente, segnalazione della manutenzione o del fine vita. Se l’apparecchio non funziona correttamente, deve impedire il ritorno dell’acqua trattata in rete e permettere di erogare acqua non trattata.
- Manuali (art. 6): manuale d’uso e manutenzione e manuale di installazione in italiano, con la dicitura “Apparecchiature per il trattamento di acque potabili”. Su manuali, confezioni e pubblicità deve comparire l’avviso “Attenzione: questa apparecchiatura necessita di una regolare manutenzione periodica…”.
- Installazione (art. 7): in ambienti igienicamente idonei, secondo il DM 37/2008 dove pertinente. Gli apparecchi in linea devono avere valvole di bypass.
- Pubblicità (art. 8): le prestazioni dichiarate possono riferirsi solo a sostanze o parametri testati sperimentalmente o documentati da letteratura riconosciuta, come gli standard o le linee guida OMS.
Le violazioni che alterano la qualità dell’acqua sono sanzionate in base alla normativa sull’acqua potabile; le altre in base al Codice del consumo (art. 10).
Come scegliere un depuratore d’acqua domestico
- Parti dai dati. Consulta le analisi pubblicate dal gestore per il tuo comune o fai analizzare l’acqua del rubinetto. Una dimostrazione fatta in casa dal venditore non è un’analisi.
- Definisci l’obiettivo. Sapore di cloro: può bastare un sottolavello a carbone attivo. Acqua fredda o frizzante: serve un apparecchio con refrigerazione e gasatura, oppure un gasatore. Calcare negli impianti: valuta un addolcitore. Un parametro fuori norma: scegli una tecnologia che dichiari prestazioni proprio su quel parametro.
- Non esagerare con la tecnologia. Se l’acqua è buona, un’osmosi inversa può toglierle più minerali del necessario e scaricare acqua. Se la scegli, preferisci modelli con mineralizzazione regolabile.
- Controlla i documenti. Prima di comprare chiedi il manuale in italiano con la dichiarazione di conformità al DM 25/2012, le prestazioni dichiarate e il piano di manutenzione.
- Calcola i costi nel tempo. Cartucce, membrane, lampade e interventi del tecnico pesano quanto l’acquisto. Puoi stimarli con il nostro calcolatore depuratore vs bottiglia.
- Leggi il contratto. Se l’offerta arriva al telefono o a domicilio, non firmare subito. Verifica durata, canoni, finanziamenti e diritto di recesso (vedi quanto costa e bonus e detrazioni).
Per una valutazione equilibrata di vantaggi e limiti leggi depuratore d’acqua: pro e contro. Per montaggio e ricambi vedi installazione e manutenzione.
In conclusione
Se l’acqua di casa è conforme, e in Italia lo è quasi sempre, il depuratore è una scelta di gusto e comodità. Può valere la pena se ti fa smettere di comprare acqua in bottiglia o se risolve un problema preciso emerso dalle analisi. Scegli la tecnologia più semplice che raggiunge il tuo obiettivo, pretendi i documenti previsti dal DM 25/2012 e metti in conto la manutenzione fin dall’inizio: un depuratore trascurato può peggiorare l’acqua invece di migliorarla.
Cerca i prodotti citati
Link di ricerca su Amazon.it: confronta prezzi, recensioni e costo dei ricambi prima di scegliere. Link di affiliazione.
Depuratore a osmosi inversa sottolavello
Verifica la dichiarazione di conformità al DM 25/2012, la presenza di un mineralizzatore regolabile e il costo dei ricambi.
Vedi su AmazonDepuratore sottolavello a carboni attivi o microfiltrazione
Controlla ogni quanti litri o mesi va cambiata la cartuccia e se è previsto un sistema antibatterico.
Vedi su AmazonCaraffa filtrante
Soluzione senza installazione: rispetta la durata indicata per la cartuccia.
Vedi su Amazon
Domande frequenti
Un depuratore d'acqua domestico serve davvero?
Per la sicurezza sanitaria, in genere no: secondo il Ministero della Salute l'acqua di rete conforme non richiede trattamenti dopo il contatore. Un depuratore può servire per migliorare sapore e odore (ad esempio il cloro), per avere acqua fredda o frizzante dal rubinetto o per problemi specifici emersi da un'analisi.
Che differenza c'è tra un depuratore a carbone attivo e uno a osmosi inversa?
Il carbone attivo trattiene soprattutto cloro, composti legati a sapore e odore e alcuni sottoprodotti della disinfezione, ma lascia i sali minerali. L'osmosi inversa usa una membrana molto fine che trattiene anche gran parte dei sali disciolti, scarica una parte dell'acqua e può demineralizzarla troppo se non è regolata.
Esiste un depuratore per tutta la casa?
Sì, si chiamano sistemi al punto di ingresso (point of entry) e trattano l'acqua per tutto l'edificio. In casa sono di solito filtri per sedimenti o addolcitori anticalcare; per l'acqua da bere si usano più spesso apparecchi al punto d'uso, sotto il lavello.
Un depuratore può fare acqua frizzante?
Sì, molti apparecchi aggiungono anidride carbonica all'acqua, spesso dopo averla raffreddata. Il gas usato deve avere la purezza prevista per il settore alimentare. In alternativa esistono i gasatori da banco, che non si collegano all'impianto.
Che regole valgono per un depuratore al bar o al ristorante?
Il DM 25/2012 vale anche fuori dalla casa. In un esercizio pubblico l'apparecchio è gestito dall'operatore del settore alimentare, che deve inserirlo nel proprio piano di autocontrollo HACCP e indicare il responsabile della qualità dell'acqua trattata.
Fonti
- Gazzetta Ufficiale - DM Salute 7 febbraio 2012, n. 25 (apparecchiature per il trattamento dell'acqua destinata al consumo umano) (consultato il 27 ottobre 2026)
- Testo del DM 25/2012 - articoli 3, 5, 6, 7, 8 e 10 (miolegale.it) (consultato il 27 ottobre 2026)
- Ministero della Salute - Linee guida sui dispositivi di trattamento delle acque destinate al consumo umano ai sensi del DM 25/2012 (20 marzo 2013) (consultato il 27 ottobre 2026)
- ISS - Comunicato stampa n. 32/2024: primo rapporto CeNSiA sulla qualità dell'acqua potabile (consultato il 27 ottobre 2026)
- Istat - Le statistiche sull'acqua, anni 2023-2025 (20 marzo 2026) (consultato il 27 ottobre 2026)
- Certifico - Decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18 (abrogazione del D.Lgs. 31/2001) (consultato il 27 ottobre 2026)
- Altroconsumo - Depuratori d'acqua: a confronto tipi, caratteristiche e funzionamento (30 aprile 2025) (consultato il 27 ottobre 2026)
Hai trovato un errore? Segnalacelo: correggiamo e aggiorniamo la data di revisione.