Durezza dell'acqua
Durezza dell'acqua: cos'è e come leggerla
Cos'è la durezza dell'acqua, come si misura (°F, °dH, mg/l), quali valori sono normali, cosa dice il D.Lgs. 18/2023 e come scoprire quella di casa tua.
Di Redazione Acqua Spiegata · Fonti verificate e testo aggiornato il · 16 fonti citate · Politica editoriale e correzioni
La durezza dell’acqua misura quanto calcio e magnesio sono disciolti nell’acqua. In Italia si esprime di solito in gradi francesi (°F): un grado francese corrisponde a 10 mg/l di carbonato di calcio. Per l’acqua di rubinetto la legge non fissa un limite, perché la durezza non è un problema sanitario: conta soprattutto per il calcare in impianti ed elettrodomestici.
In breve
- La durezza dipende dal contenuto di calcio e magnesio, cioè dalle rocce attraversate dall’acqua prima di arrivare all’acquedotto.
- Unità più usata in Italia: °F (1 °F = 10 mg/l di CaCO3). Per passare ai gradi tedeschi si moltiplica per 0,56.
- Il D.Lgs. 18/2023 non prevede un limite per l’acqua di rete; indica un minimo raccomandato di 15 °F solo per l’acqua addolcita o desalinizzata dal gestore.
- Il valore del tuo comune è pubblicato dal gestore idrico: nelle grandi città che abbiamo verificato va da 6 °F (una zona di Genova) a 38 °F (media di Napoli).
Cos’è la durezza dell’acqua
La durezza totale è la concentrazione complessiva di ioni calcio e magnesio disciolti nell’acqua. È una caratteristica naturale: deriva dal contatto dell’acqua con rocce e terreni, e cambia quindi da una fonte all’altra. A Roma, per esempio, gran parte dell’acqua arriva dal Peschiera Capore, che secondo Acea nasce da acquiferi di natura calcarea, e la durezza supera i 30 °F in quasi tutte le zone.
Per convenzione la durezza si esprime come carbonato di calcio (CaCO3) equivalente, anche se nell’acqua calcio e magnesio sono legati a diversi anioni (bicarbonati, solfati, cloruri, nitrati). Tradizionalmente è anche la misura della capacità dell’acqua di “reagire” con il sapone: un’acqua dura richiede più sapone per fare schiuma, come ricordano sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità sia i gestori italiani.
Due parametri spesso confusi con la durezza:
- residuo fisso: è la quantità totale di sali disciolti (non solo calcio e magnesio), in mg/l. È il valore riportato anche sulle etichette delle acque minerali;
- calcare: è il deposito solido (soprattutto carbonato di calcio) che si forma quando l’acqua dura viene scaldata o evapora.
Unità di misura e conversioni
In Italia gestori e laboratori usano quasi sempre i gradi francesi (°F, a volte scritti °f). In alcuni manuali di elettrodomestici e addolcitori trovi invece i gradi tedeschi (°dH o °D). Nelle analisi di laboratorio può comparire anche il valore in mg/l di CaCO3 o in mmol/l.
Le relazioni di base:
- 1 °F = 10 mg/l di CaCO3 (definizione riportata da SMAT e MM);
- valore in °dH = valore in °F × 0,56 (relazione riportata da SMAT);
- 1 mmol/l di CaCO3 = 100 mg/l di CaCO3 = 10 °F (la massa molare del carbonato di calcio è circa 100 g/mol).
| °F | mg/l CaCO3 | °dH (circa) | mmol/l |
|---|---|---|---|
| 5 | 50 | 2,8 | 0,5 |
| 10 | 100 | 5,6 | 1,0 |
| 15 | 150 | 8,4 | 1,5 |
| 20 | 200 | 11,2 | 2,0 |
| 25 | 250 | 14,0 | 2,5 |
| 30 | 300 | 16,8 | 3,0 |
| 35 | 350 | 19,6 | 3,5 |
| 40 | 400 | 22,4 | 4,0 |
Quando imposti la durezza su una lavastoviglie o un addolcitore, controlla sempre quale unità chiede il manuale: confondere °F e °dH porta a un’impostazione sbagliata di quasi il doppio.
Classi di durezza: acqua dolce, media, dura
Non esiste una classificazione unica e ufficiale: come nota SMAT, le scale in uso spesso non coincidono. Come orientamento, i gestori italiani usano di frequente questa:
| Classe | Durezza totale |
|---|---|
| Acqua dolce (leggera) | meno di 15 °F |
| Acqua mediamente dura | da 15 a 30 °F |
| Acqua dura | più di 30 °F |
Fonte: SMAT, glossario dei parametri.
Altre fonti, come i manuali degli elettrodomestici, usano più fasce o soglie diverse. Per scelte pratiche conta il numero, non l’etichetta: usa il valore in °F del tuo gestore.
Cosa dice la normativa
D.Lgs. 18/2023: nessun limite per l’acqua di rete
La qualità dell’acqua potabile in Italia è regolata dal D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 ed è stato modificato dal D.Lgs. 102/2025, che ha sostituito gli allegati. Sulla durezza i punti chiave sono tre:
- Nessun limite generale. La durezza non compare tra i parametri con un valore da rispettare per l’acqua distribuita. Per questo nelle schede dei gestori trovi diciture come “nessun limite” (MM), “non previsto” (SMAT) o la colonna del limite vuota (Acea).
- Un minimo raccomandato solo per l’acqua trattata dal gestore. L’allegato I, parte C, tabella C2, raccomanda per le acque sottoposte a desalinizzazione una durezza totale di almeno 15 °F (oltre a calcio 30 mg/l e magnesio 10 mg/l). Il decreto precisa che questi valori riguardano l’acqua in uscita dagli impianti di desalinizzazione e addolcimento dei sistemi di gestione idropotabili e non si applicano ai trattamenti a valle del punto di consegna, cioè agli apparecchi installati in casa.
- Obbligo di informare. L’allegato IV impone al gestore di rendere accessibili online, tra l’altro, le informazioni su durezza, calcio, magnesio e potassio.
Il vecchio intervallo 15-50 °F
Molti siti citano ancora l’intervallo “15-50 °F”. Erano i valori consigliati del D.Lgs. 31/2001, come si legge nelle schede dei gestori di quegli anni. Il D.Lgs. 31/2001 è stato abrogato dal D.Lgs. 18/2023 (art. 25).
DM 25/2012: gli apparecchi di trattamento domestico
Gli apparecchi per il trattamento dell’acqua potabile in casa, compresi gli addolcitori, sono regolati dal DM 25/2012. Il decreto non fissa un valore di durezza da raggiungere, ma impone regole su apparecchi e installazione, tra cui:
- l’acqua trattata deve restare conforme ai requisiti dell’acqua potabile, se l’apparecchio è usato e mantenuto come da manuale;
- manuale d’uso e di installazione in italiano e avvertenza sulla necessità di manutenzione periodica;
- punti di prelievo prima e dopo il trattamento (ove pertinente), dispositivo di non ritorno e valvola di bypass;
- divieto di vendere apparecchi con la dicitura generica “depuratore d’acqua”, senza indicare l’azione svolta.
Il DM 25/2012 non si applica quando l’acqua trattata va esclusivamente a impianti tecnologici o elettrodomestici, o alimenta una rete separata da quella per uso potabile.
Durezza e salute
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha fissato un valore guida per la durezza: secondo l’OMS non è un problema per la salute ai livelli che si trovano nell’acqua potabile e può influire solo sull’accettabilità (gusto, aspetto). L’OMS ricorda che l’acqua può contribuire all’apporto di calcio e magnesio e che gli studi su durezza e salute cardiovascolare non dimostrano un rapporto di causa-effetto, per cui non propone né minimi né massimi.
In sintesi: un’acqua di rete dura non è “pericolosa”, e un’acqua dolce non è “più sana”. La scelta di trattarla riguarda impianti, elettrodomestici e comfort.
Effetti pratici: calcare ed elettrodomestici
Il problema concreto dell’acqua dura è il calcare. Come sottolinea MM, il dato di durezza serve soprattutto a valutare le incrostazioni, in particolare nei circuiti dell’acqua calda, perché i depositi di carbonati di calcio e magnesio sono poco solubili. In casa questo si traduce in:
- incrostazioni in caldaie, scaldabagni, bollitori e resistenze di lavatrice e lavastoviglie;
- aloni su rubinetti, box doccia, piastrelle e bicchieri;
- rompigetto e soffioni che si intasano;
- necessità di regolare sale e detersivo della lavastoviglie sulla durezza reale.
Le soluzioni vanno dalla semplice regolazione degli elettrodomestici e dalla manutenzione periodica, ai filtri anticalcare per la sola caldaia (vedi caldaia e scaldabagno), fino all’addolcitore per tutta la casa. Per capire se nel tuo caso ha senso un addolcitore usa il calcolatore ti serve un addolcitore?. Se invece cerchi un’acqua da bere con meno sali, la tecnologia di riferimento è l’osmosi inversa.
Come conoscere la durezza della tua acqua
1. Il sito del gestore idrico
È la fonte più semplice e gratuita. Per legge il gestore deve pubblicare online la durezza e il contenuto di calcio e magnesio. Molti hanno strumenti di ricerca per comune, zona o indirizzo: per esempio Acea Ato 2 a Roma ha una mappa per indirizzo o CAP, e ABC a Napoli una mappa con i punti di prelievo. Controlla sempre il periodo di riferimento del dato.
2. La bolletta
Alcuni gestori riportano in bolletta i valori medi dei principali parametri: ABC Napoli, per esempio, indica la media di 18 parametri sull’intera città nel periodo di fatturazione. Sono però medie: lo stesso gestore avverte che non vanno usate come valori puntuali per tarare gli elettrodomestici.
3. Strisce reattive e kit a gocce
Si trovano in farmacia, ferramenta e online. Le strisce reattive per la durezza cambiano colore e indicano una fascia di durezza in pochi secondi; i kit a gocce (titolazione) contano le gocce di reagente necessarie al viraggio e danno un valore più preciso. Vanno bene per tarare lavastoviglie e addolcitore o per verificare che l’addolcitore funzioni, non per giudizi sulla potabilità.
4. Analisi di laboratorio
Se ti serve un dato certo, o se usi acqua di pozzo, puoi far analizzare un campione da un laboratorio, meglio se accreditato per le acque destinate al consumo umano. Come ricorda Altroconsumo, però, la potabilità in senso legale può essere attestata solo dagli enti di controllo (ASL). Trovi tutte le opzioni, con costi indicativi, nella guida all’analisi dell’acqua.
La durezza nelle principali città
I valori qui sotto sono quelli pubblicati dai gestori, con il periodo di riferimento indicato. Ogni scheda città spiega come trovare il dato della tua zona.
| Città | Gestore | Durezza (°F) | Periodo | Scheda |
|---|---|---|---|---|
| Roma | Acea Ato 2 | 28,8 - 34,8 (mediane per zona) | luglio 2026 | Durezza acqua Roma |
| Milano | MM Spa | 25,4 - 32,6 (medie per zona) | settembre 2026 | Durezza acqua Milano |
| Torino | SMAT | 11 - 28 (medie per circoscrizione) | gennaio-giugno 2026 | Durezza acqua Torino |
| Napoli | ABC Napoli | 38 (media cittadina) | settembre 2026 | Durezza acqua Napoli |
| Firenze | Publiacqua | 22 (media zona Anconella) | gennaio-giugno 2026 | Durezza acqua Firenze |
| Bergamo | Uniacque | 14 - 23 (punti rete) | al 30/06/2026 | Durezza acqua Bergamo |
| Genova | Gruppo Iren | 6 - 17 (zone di fornitura) | gennaio-giugno 2026 | Durezza acqua Genova |
Se la tua città non è in elenco, cerca il nome del tuo gestore idrico (lo trovi in bolletta) e la sezione “qualità dell’acqua” del suo sito.
Cosa fare in pratica
- Recupera il valore in °F dal sito del tuo gestore e annota il periodo di riferimento.
- Imposta lavastoviglie, caldaia o addolcitore usando l’unità di misura giusta (°F o °dH).
- Se il valore supera i 30 °F e hai problemi di calcare, valuta un trattamento con il calcolatore e la guida agli addolcitori.
- Se ti serve un dato preciso al rubinetto, o usi acqua di pozzo, misura con un test o con un laboratorio.
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Domande frequenti
Qual è la durezza ideale dell'acqua?
Per l'acqua di rete la legge italiana non fissa né un minimo né un massimo, e l'OMS non propone valori guida perché la durezza non è un problema sanitario ai livelli dell'acqua potabile. Il D.Lgs. 18/2023 indica 15 °F come valore minimo raccomandato solo per l'acqua addolcita o desalinizzata dal gestore.
Quanti mg/l sono un grado francese?
Un grado francese corrisponde a 10 mg/l di carbonato di calcio (CaCO3). Quindi 25 °F equivalgono a 250 mg/l di CaCO3.
Come si convertono i gradi francesi in gradi tedeschi?
Si moltiplica il valore in °F per 0,56. Per esempio 30 °F corrispondono a circa 16,8 °dH. Per l'operazione inversa si divide per 0,56.
Dove trovo la durezza dell'acqua del mio comune?
Sul sito del gestore idrico, che per legge deve pubblicare online la durezza e il contenuto di calcio e magnesio. Molti gestori hanno una mappa o una ricerca per comune e indirizzo.
Esiste ancora il limite 15-50 °F?
Era l'intervallo di valori consigliati del D.Lgs. 31/2001, abrogato dal D.Lgs. 18/2023. Oggi molte schede dei gestori indicano per la durezza 'nessun limite' o 'non previsto'.
Fonti
- D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18 - Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 55 del 6-3-2023 (consultato il 27 ottobre 2026)
- D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 102 (correttivo del D.Lgs. 18/2023) - Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4-7-2025, Suppl. Ordinario n. 24 (consultato il 27 ottobre 2026)
- DM 7 febbraio 2012, n. 25 - Apparecchiature per il trattamento dell'acqua destinata al consumo umano (Gazzetta Ufficiale n. 69 del 22-3-2012) (consultato il 27 ottobre 2026)
- OMS - Guidelines for drinking-water quality, chemical fact sheet: Hardness (consultato il 27 ottobre 2026)
- SMAT - Qualità dell'acqua nel tuo comune (glossario: durezza totale, unità e classificazione) (consultato il 27 ottobre 2026)
- MM Spa (latuaacqua.it) - Che cos'è la durezza dell'acqua (consultato il 27 ottobre 2026)
- Veritas - Caratteristiche dell'acqua distribuita, Caorle, aprile-settembre 2020 (valori consigliati D.Lgs. 31/2001) (consultato il 27 ottobre 2026)
- Acea Ato 2 - La qualità della tua acqua (consultato il 27 ottobre 2026)
- Acea Ato 2 - Qualità dell'acqua, Roma e Fiumicino, Zona 3 Peschiera Capore (luglio 2026) (consultato il 27 ottobre 2026)
- MM Spa - Dati analitici LAB, settembre 2026 (consultato il 27 ottobre 2026)
- SMAT - Monitoraggio acque, valori gennaio-giugno 2026 (consultato il 27 ottobre 2026)
- Publiacqua - Qualità dell'acqua, comune di Firenze (2026 I semestre) (consultato il 27 ottobre 2026)
- Uniacque - I parametri del tuo comune, Bergamo (30/06/2026) (consultato il 27 ottobre 2026)
- Gruppo Iren - Qualità dell'acqua, mappa delle zone (gennaio-giugno 2026) (consultato il 27 ottobre 2026)
- ABC Acqua Bene Comune Napoli - Qualità dell'acqua (consultato il 27 ottobre 2026)
- Altroconsumo - Risultati analisi acqua (valore delle analisi e ruolo delle ASL) (consultato il 27 ottobre 2026)
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